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Ennio Morlotti, pittore informale Opere dal 1958 al 1990 gio 12 novembre 2026 - mer 20 gennaio 2027

Sulla parete principale, Fiori del 1958 introduce il percorso con un’esplosione di materia e luce, in cui la forma si genera e si dissolve nella densità della pittura. Idealmente riaffiorano i versi di Hölderlin, poeta molto amato dall’artista: «E intanto lasciami vagare, e raccogliere bacche selvatiche, per estinguere l’amore di te, sui tuoi sentieri o terra».

Nelle opere dedicate agli Ulivi degli anni Sessanta, la natura mediterranea si trasforma in una trama pittorica vibrante, dove tronchi, foglie e terra si fondono in un intreccio di gesti, colori e materia. Nelle successive Rocce degli anni Ottanta, la pittura si fa ancora più aspra e concentrata: le forme si disgregano in masse, stratificazioni e fratture, fino a evocare le energie profonde della materia terrestre. È una visione in cui il dato naturale non è più semplice soggetto, ma diviene pittura stessa, in una piena consonanza con la sensibilità informale.

Dagli Ulivi ai Cactus, dalle Rocce ai Fiori, Morlotti sviluppa una ricerca di straordinaria coerenza, animata da un rapporto viscerale con la natura. La sua pittura, lontana da ogni esercizio puramente cerebrale, si afferma come esperienza fisica e poetica della materia, testimonianza di un profondo rispetto per il mistero della nostra amatissima terra.